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CRONACHE ANARCHICHE Il giornale Umanità Nova nell'Italia del Novecento (1920-1945) |
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Giuseppe Scaliati
LA FIACCOLA DELL’ANARCHIA Origini e sviluppi dell’anarchismo
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150 ANNI DI UNITA’, NIENTE DA FESTEGGIARE
IERI
“Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce” (Scritta all’ingresso del Carcere di Fenestrelle, Piemonte, primo lager d’Europa) SE SAI CHE MOLTO PRIMA DI AUSCHWITZ MIGLIAIA DI MERIDIONALI FURONO FATTI MORIRE A FENESTRELLE COME PUOI FESTEGGIARE?
"Quel Popolo che si ribellò fu marchiato con la parola “BRIGANTE” dall’ idioma francese brigant che significa delinquente, bandito". SE SAI CHE LA PRIMA PULIZIA ETNICA EUROPEA AVVENNE IN SUD ITALIA CON LA LEGGE PICA (1863) CHE CONSENTI’ LA “LIBERA” FUCILAZIONE DI DONNE E BAMBINI COME PUOI FESTEGGIARE?
«È agli elementi africani ed orientali (meno i Greci), che l’Italia deve, fondamentalmente,la maggior frequenza di omicidi in Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre la minima è dove predominarono stirpi nordiche (Lombardia)». Cesare Lombroso, L'Uomo delinquente. SE SAI CHI E’ CESARE LOMBROSO COME PUOI FESTEGGIARE?
“Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti”. (Antonio Gramsci) SE SAI CHE AL SUD IL TASSO DI OCCUPAZIONE PRIMA DEL 1861 ERA TRA I PIU’ ALTI E CHE L’EMIGRAZIONE, NATA ALLORA, CONTINUA TUTT’OGGI CON 250MILA PERSONE CHE LASCIANO IL SUD OGNI ANNO COME PUOI FESTEGGIARE?
OGGI 150 ANNI DI UNITA’, NIENTE DA FESTEGGIARE MENO INFRASTRUTTURE Investimenti Ferrovie dello Stato negli ultimi cinque anni: 7 volte meno al Sud Infrastrutture, Fondi Cipe 2010: 21 Miliardi al Nord, 240 milioni sul Sud Istat: Dati del Sud rispetto al Nord: Reti Idriche -57% , Reti elettriche -80%, Reti Gas -40%, Infrastrutture di trattamento rifiuti -55%, infrastrutture aeroportuali -39%, Infrastrutture energetico ambientali -35%, Capacità di movimentazione merci - 99% MENO SERVIZI Spesa corrente pro capite (dati Istat) inferiore del 44% al Sud per cultura e servizi ricreativi, inferiore del 30 % per lo smaltimento rifiuti Ripartizione regionale pro capite fondi per interventi sociali (ultimi dati Istat): Lombardia 120 euro, Valle d'Aosta 262 euro, Veneto 110 euro, Piemonte 139 euro, Trentino 245, Emilia 167 euro, Toscana 130 euro, Lazio 134 euro, Abruzzo 62 euro, Molise 40 euro, Campania 51 euro, Puglia 55 euro, Sicilia 70 euro, Calabria 29 euro. MENO SANITA' Spese in "conto capitale" dal 2001 a oggi per gli ospedali al Sud - 22 % della media nazionale Spese per infrastrutture e trasporti (escluso strade) - 23% della media nazionale MENO GIUSTIZIA Giustizia: Durate di un processo di 1° grado al Sud rispetto al Nord + 42%. Durata di un processo penale al Sud rispetto al Nord + 78, 4 %
SE DOPO 150 ANNI ESISTE ANCORA UNA “QUESTIONE MERIDIONALE” COME PUOI FESTEGGIARE?
A CHE GIOCO GIOCHIAMO? LA VERA NATURA DEL “VENDOLISMO”. (21 Febbraio 2011)
Prima la richiesta delle primarie del centrosinistra, poi l'accettazione di
un governo con Fini, poi ancora il ritorno alle primarie: il tutto in una
sola settimana. Molti compagni o elettori di SEL si sono chiesti: a che
gioco giochiamo? PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
5 ottobre 2010
Intervista uscita su
Ha ragione Fli, il Carroccio tiene in pugno il Cav «Bossi è sicuro di ottenere un grosso successo elettorale. Reclamerà ancora più potere» «La Lega vuole le elezioni per consolidare la sua presenza all’interno della coalizione del centrodestra. Sicura com’è di ottenere un grosso successo, potrà reclamare molti più posti di potere». A parlare è Giuseppe Scaliati, esperto di movimenti politici, della loro storia ed evoluzione, e autore di “Dove va la Lega Nord” edito nel 2006 dalla casa editrice Zero in condotta. «Berlusconi sa bene che, dopo la perdita di Fini, se vuole restare al potere - afferma - sarà costretto a cedere sempre di più al Carroccio. Ecco perché per il Cavaliere Bossi è allo stesso tempo la sua forza e la sua debolezza». Scaliati, hanno ragione, dunque, i finiani quando dicono in sostanza che il Carroccio tiene in pugno Berlusconi? Sì. In realtà è stato sempre così. Fin dalla prima alleanza, che finì come tutti sappiamo nel 1994, la Lega dalla sua parte ha avuto sempre l’arma del ricatto. E peggio sarà dopo le prossime probabili elezioni, visto che otterrà certamente un risultato elettorale a doppia cifra. La Lega è ormai determinante nel centrodestra. Basti pensare al Nord, dove il Pdl senza l’alleanza con il Carroccio non avrebbe amministrazioni non solo locali ma anche regionali. Come contenere il dilagare della Lega? Ormai è troppo tardi, perché Berlusconi si è dato anima e corpo al partito di Bossi. In quest’ottica va vista con favore la nascita del nuovo partito di Fini, che promette di “combattere” l’avanzata del Carroccio. Sì, perché, così come sta facendo da tempo anche Casini, punterà sull’anti-leghismo, evidenziando che il governo è ostaggio di una forza populista, che non mette in pratica nessuna azione politica e legislativa a favore della popolazione.Perché la Lega è tornata prepotentemente a invocare le elezioni anticipate? La strategia del partito del Nord in questi mesi di crisi all’interno della maggioranza ha sempre avuto due scopi: da una parte assecondare Berlusconi nelle sue scelte, dall’altra tenersi calda l’ala più oltranzista del movimento. Ora ha deciso di andare per la sua strada, conscia com’è che otterrà un grosso successo dalle urne. Ora che è ufficialmente scesa in campagna elettorale quali altre offese dobbiamo aspettarci? Dobbiamo aspettarci di tutto. Perché le “sparate” servono al partito per tenere buono e caldo lo zoccolo duro, la sua base, i suoi militanti meno addomesticati e propensi ad alleanze, mai davvero digerite, con la politica di palazzo, col Pdl, con la nuova Dc. Quella parte dura e pura del partito. Come va interpretato l’attacco a Roma e ai romani? È stato un messaggio di forza lanciato a Berlusconi. Bossi, una volta di più, ha voluto dimostrare al premier chi è conta davvero nella sua maggioranza, sapendo bene che, dopo la perdita di Fini, il premier, se vuole restare al potere, sarà costretto a cedere sempre di più alla Lega. È vincente una strategia che mescola il ricorso al dito medio alzato e la fedeltà a un’alleanza con Berlusconi? Direi di sì, purtroppo. Visto che tutto questo porterà il partito di Bossi a ottenere, quasi certamente, un risultato a due cifre, che fine a qualche anno fa era impensabile. C’è il pericolo che torni a chiedere la secessione? Bella domanda. La Lega non ha mai cambiato faccia. Le sue posizioni antimeridionaliste sono rimaste sempre le stesse. Negli ultimi anni si è data semplicemente una sorta di ripulitura per andare al governo. Per quanto riguarda la secessione, però, sa bene che è un sogno impossibile da realizzare. È stata solo una mossa iniziale per creare consenso. Ora punterà solo su un federalismo più marcato. E tornerà a chiedere, e probabilmente ad ottenere, la sede di un ministero a Torino e a Venezia. Fabiana Cusimano
28 settembre 2010
Intervista uscita su
“La sparata sui “romani porci”? Ricompatta le fila leghiste” “Una sparata per tenersi buono lo zoccolo duro della Lega, la sua base, i suoi militanti meno addomesticati e propensi ad alleanze, mai davvero digerite, con la politica di palazzo, col PdL, con la nuova Dc”. Così Giuseppe Scaliati, esperto di movimenti politici, della loro storia ed evoluzione, e autore di “Dove va la Lega Nord” edito nel 2006 dalla casa editrice Zero in condotta, commenta l’ultima provocazione lanciata dal leader del Carroccio Umberto Bossi sui “romani porci”. “Sono porci questi romani”, questo l’acronimo a firma del Senatùr lanciato domenica a Lazzate in occasione di una manifestazione per la selezione di Miss Padania. Immediate le polemiche, le richieste di dimissioni, una mozione di sfiducia da parte del Pd appoggiata da Idv e Udc, ma anche i commenti ironici e le giustificazioni del caso. Nessuna intenzione di chieder scusa da parte del ministro delle Riforme che anzi rincara la dose: “Quelli che ci attaccano per la mia battuta sono dei sepolcri imbiancati” ha detto oggi in diretta su Radio Padania accusando chi si è sentito offeso di avere la coda di paglia. Parole, quelle di Bossi, che secondo l’opposizione, e quella parte della maggioranza che le ha stigmatizzate, non sono che “la spia di una drammatica sottocultura che viene seminata da anni, in un crescendo di volgarità e aggressività antistorica”. “Non è solo questo – sostiene invece Giuseppe Scaliati – l’attacco a Roma e ai romani è in realtà un messaggio di forza lanciato a Berlusconi. Bossi, una volta di più, ha voluto dimostrare al premier chi è conta davvero nella sua maggioranza sapendo bene che, dopo la perdita di Fini, il premier, se vuole restare al potere, sarà costretto a cedere sempre di più alla Lega. Per Berlusconi Bossi è insieme la sua forza e la sua debolezza”. Nella maggioranza si fa notare,
però, che quando c’è stato da votare con il governo su questioni “sgradite”
alla Lega come Roma Capitale, Bossi ha mostrato grande senso di
responsabilità… E allora perché, per citare un caso
recente, i leader leghisti non sono intervenuti in difesa della scuola di
Adro marchiata con il simbolo del Sole delle Alpi che il ministro
dell’Istruzione Gelmini ha ordinato al sindaco di rimuovere? La sparata contro i romani serve
anche a fomentare il popolo padano, secondo lei, in vista di elezioni
anticipate? Claudia Daconto
24 febbraio 2010. Nuova pubblicazione
Il Male Assoluto. Da Fiuggi al PdL Prefazione di Saverio Ferrari.
Anticipazioni sul libro: In seguito alla “storica svolta di Fiuggi” la destra italiana si delinea in due tronconi principali. Da un lato una destra che afferma di voler tagliare i legami con il passato missino, pur riconoscendone i meriti, e attraverso una nuova veste desidera consolidare la storica presenza al governo del paese raggiunta dopo anni di emarginazione politica. Dall’altro lato invece, un piccolo gruppo di ex missini è deciso a continuare moralmente ed ideologicamente l’esperienza con il vecchio partito. Nasce così la Fiamma Tricolore, che riunisce intorno a sé un vasto gruppo di nostalgici del ventennio e della RSI, e reduci dalle esperienze nazional-rivoluzionarie eversive degli anni ’60 e ’70, molti dei quali avevano già da tempo abbandonato il MSI. I buoni auspici iniziali però, ben presto verranno vanificati da aspre lotte interne, che daranno vita a scissioni, espulsioni ed alla conseguente nascita di nuove compagini della destra radicale italiana. Da allora si susseguiranno i tentativi di unire l’area, in nome della difesa dell’identità nazionale, della lotta all’immigrazione, ma soprattutto puntando su tematiche sociali fino ad allora prerogative della sinistra. Insieme ai vari tentativi di intese politiche, tra le varie fazioni a destra di Alleanza Nazionale, non mancheranno gli accordi che a vario titolo queste forze dell’estrema destra instaureranno con la coalizione di centrodestra. Indice 1. La Fiamma che arde ancora 2. Scissioni e abbandoni: la Fiamma perde i pezzi 3. Il cartello elettorale Alternativa Sociale 4. Le candidature degli “impresentabili”5. Dentro e fuori il Popolo delle Libertà 6. Né destra né sinistra: comunitaristi 7. La curva in nero
22 febbraio 2010 LA MISERIA DELLE SINISTRE ALLA PROVA DELLE ELEZIONI REGIONALI
Lo scenario delle elezioni regionali, a sinistra, è davvero sconsolante.
In 10 regioni su 13 ( Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria) PRC e PDCI si presentano in coalizione col centrosinistra, talvolta allargato alla UDC ( Piemonte, Liguria). E nelle tre regioni rimanenti ( Lombardia, Marche,Campania) si presentano separatamente solo perché scaricati dal PD, come loro stessi lamentano, o perché è saltato il centrosinistra cui erano”iscritti” (Bassolino). La sinistra italiana è dunque ridotta a variabile dipendente dei liberalconfindustriali, in perfetta continuità con la tragica subordinazione al centrosinistra ( e alle sue politiche antioperaie) negli anni di Prodi.
Le solenni promesse di “svolta” dei congressi di PRC e PDCI ( “ in basso a sinistra”,“autonomia dal PD”, “mai più nelle giunte a prescindere”) si sono rivelate una volta di più per quello che sono: recite retoriche per ingannare i militanti, sopravvivere al proprio fallimento, conservare i propri ruoli dirigenti e riprendere il negoziato di governo con i liberali. In un eterno giro di giostra, che dura da 15 anni. Se poi i liberali aprono alla UDC di Casini- Caltagirone-Cuffaro, nessun dramma: pur di restare nel gioco della politica borghese, va bene anche l’alleanza con la UDC. Se i liberali si affidano alla candidatura Bonino, già guerrafondaia “umanitaria”e nemica dell’articolo 18, nessun problema: va bene la candidata Bonino.
Persino dopo aver riconosciuto testualmente che “la Bonino sul terreno sociale è a destra della Polverini” ( Paolo Ferrero, 1 febbraio 2010). In qualche caso si è cercato di nascondere queste enormità dietro la foglia di fico di presunti “accordi elettorali, non di governo”. Bugia.
Quando si entra nel listino dei governatori- come nel caso di Bresso e Bonino- si entra nella ( virtuale) maggioranza di governo di centrosinistra, tanto più quando si sottoscrive, come nei casi citati, un programma minimo comune ( di immancabili promesse letterarie).
Peraltro in altri casi non meno gravi si è fatto a meno della stessa foglia di fico. Come nel caso del pieno accordo di governo con Burlando e la UDC in Liguria ( su un programma di coalizione talmente esaltativo della scuola privata confessionale, che persino Sinistra e Libertà ha posto problemi); o nel caso del pieno accordo di governo con Bortolussi in Veneto, presidente della CGIA, candidato talmente sconcertante per il suo appoggio pubblico alle politiche di Tremonti da essere giudicato “imbarazzante” persino da un settore del PD e da Repubblica. Eppure in queste situazioni, gli assessori di PRC e PDCI – in caso di “vittoria” (?)- sono già prenotati, senza pudore.
Peraltro non c’è bisogno di citare i cosiddetti casi “estremi”. E’ sufficiente l’ordinaria amministrazione degli accordi realizzati col PD. Come quello in Toscana, dove in cambio di assessori garantiti, PRC e PDCI hanno siglato un programma di coalizione comprensivo di “inceneritori” e“centri di espulsione di migranti” , benedetto da Monte Dei Paschi. O quello in Calabria, dove PRC e PDCI restano abbarbicati a Loiero, nonostante lo scempio compiuto e rivendicato contro la sanità pubblica, e nonostante una presenza talmente consistente di malaffare che più di metà del Consiglio regionale è inquisito..
In questo quadro generale presentare la candidatura di Ferrero in Campania in alternativa a De Luca come “prova” di rigore politico del PRC è davvero grottesco. Tanto più dopo aver fatto parte per 15 anni del bassolinismo , con assessori a tutti i livelli. E dopo aver cercato sino all’ultimo minuto un accordo col marcescente PD campano su un nome meno “inquinato”.La realtà è ben diversa: siccome il Bassolinismo è crollato, siccome tutta la coalizione di centrosinistra in Campania dà per persa la Regione , siccome non sono più in ballo assessorati, ognuno ha giocato in libertà una partita propria. Che nel caso del PRC non solo non contraddice, ma non riesce neppure a mascherare, la linea generale di accordo, senza principi, col centrosinistra su scala nazionale.
Questo scenario generale impone una sola conclusione: i vecchi gruppi dirigenti della sinistra italiana, già responsabili di una catastrofe politica, sono e restano irreversibilmente su un binario morto. Ogni residua illusione su un loro possibile ripensamento o rigenerazione è ancora una volta smentita dai fatti. Una volta di più si conferma la scelta del Partito Comunista dei Lavoratori di costruirsi, nelle lotte, su basi indipendenti attorno a principi chiari, e di unire i comunisti attorno a questi principi.
Puntando ovunque possibile alla propria autonoma presentazione elettorale quale sinistra anticapitalista, in alternativa e in contrapposizione al centrodestra e al centrosinistra. PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
19 settembre 2009. Per due mesi, da come si può capire, ho trascurato questo spazio. Il motivo principale è stato quello della mia collaborazione ad un testo celebrativo per i 90 anni di Umanità Nova, che uscirà a fine di quest'anno o agli inizi del prossimo. E' stato un lavoro intenso ed impegnativo, ma allo stesso tempo fatto con il solito entusiasmo.
25 luglio 2009. Sono tanti i motivi che hanno portato la Sinistra italiana a questo disfacimento politico e culturale. Alcuni di queste nefaste scelte sono accuratamente riportate dal sito del Partito Comunista dei Lavoratori:
Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito ad un vero e proprio tradimento dei gruppi dirigenti delle forze politiche della sinistra riformista ai danni della classe operaia. Un tradimento finalizzato, questo la recente storia ci insegna, al solo fine di ottenere qualche posto istituzionale; sia che fosse un ministero della giustizia (Diliberto), della solidarietà (Ferrero) o presidenza della camera (Bertinotti). Insomma si è mercimoniato le proprie idee (vere o presunte), sbandierate al popolo della sinistra sino al giorno prima dell'investitura padronale, per entrare nelle stanze del potere.
Governo
Prodi 96\98 11 luglio 2009. Da oggi questo sito per certi versi cambia veste. Non si limiterà a pubblicizzare i miei libri, ma vuole essere un piccolo angolo dove esprimere le mie opinioni, i mie pensieri, le mie preoccupazioni e perché no, anche speranze sulla situazione politica attuale, riguardanti in particolare la Sinistra.
Proprio così. Quella Sinistra che non c’è più, cancellata dall’autodistruzione della sua classe dirigente, che negli ultimi anni, tornate elettorali comprese, ha intrapreso un viaggio che l’ha portata lontana dal suo elettorato, dai suoi militanti e simpatizzanti. I risultati alle urne del resto parlano chiaro.
L’unica cosa da fare è RICOSTRUIRE la Sinistra, ma non nel modo in cui si sta tentando di fare. Bisogna rinnovare la classe dirigente ed i vecchi leader, o presunti tali, devo fare un passo indietro. L’occasione c’è già stata con le elezioni europee del 2009, ma si è preferito continuare sulla stessa strada.
Questo sito non fa riferimento a nessun partito o movimento politico per il semplice motivo che dopo il dissolvimento politico di Rifondazione Comunista sono molti i militanti e simpatizzanti che non hanno seguito le varie formazioni della Sinistra. Dalla nuova Rifondazione comunista di Ferrero, all'accozzaglia Sinistra e Libertà di Vendola, per passare alle più piccole formazioni come il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica.
Faranno seguito interventi periodici dal più recente in poi.
Sito ideato e realizzato da Giuseppe Scaliati si ringrazia per la preziosa collaborazione tecnico-burocratica Frank Marmo online dal settembre 2004
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i miei LIBRI
Il Male Assoluto Da Fiuggi al PdL Prefazione di Saverio Ferrari
CRONACHE ANARCHICHE Il giornale Umanità Nova nell'Italia del Novecento (1920-1945) A cura di Franco Schirone
Scritti di
De Agostini, Di Lembo, D'Errico, Galzerano, Guerrini, Ortalli, Pagliaro,
M.Rossi, Sacchetti,
Giuseppe Scaliati
e Schirone.
Link
www.osservatoriodemocratico.org http://campidisterminio.altervista.org/
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